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Theresienstadt Composers

Tra gli straordinari musicisti che resero particolarmente intensa la vita musicale e l’attività concertistica di Theresienstadt, vi furono alcuni compositori di grande talento: Pavel Haas, Gideon Klein, Hans Krasa e Viktor Ullmann. Questi compositori trascorsero circa tre anni e mezzo nel ghetto di Terezín, dalla fine del 1941 all’ottobre del 1944, quando furono poi trasportati al campo di sterminio di Auschwitz. Tre di loro persero la vita subito dopo il loro arrivo, mentre il giovane Gideon Klein, poco più che 26enne, fu molto probabilmente fucilato durante l’evacuazione del campo di Fürstengrube.

Poco più tardi, agli inizi del 1945, il compositore Hans Winterberg veniva deportato da Praga a Theresienstadt, nel quale rimase fino alla sua liberazione a maggio dello stesso anno. Nonostante le atrocità che caratterizzarono le vite di questi compositori, la loro dedizione alla composizione non è mai sfumata. Il loro lascito occupa sempre più un posto di rilievo nella storia della musica occidentale, anche in qualità della valente testimonianza artistica del fenomeno musicale e del clima culturale del campo di concentramento di Theresienstadt.

Theresienstadt composers

Tra gli straordinari musicisti che resero particolarmente intensa la vita musicale e l’attività concertistica di Theresienstadt, vi furono alcuni compositori di grande talento: Pavel Haas, Gideon Klein, Hans Krasa e Viktor Ullmann. Questi compositori trascorsero circa tre anni e mezzo nel ghetto di Terezín, dalla fine del 1941 all’ottobre del 1944, quando furono poi trasportati al campo di sterminio di Auschwitz. Tre di loro persero la vita subito dopo il loro arrivo, mentre il giovane Gideon Klein, poco più che 26enne, fu molto probabilmente fucilato durante l’evacuazione del campo di Fürstengrube.

Poco più tardi, agli inizi del 1945, il compositore Hans Winterberg veniva deportato da Praga a Theresienstadt, nel quale rimase fino alla sua liberazione a maggio dello stesso anno. Nonostante le atrocità che caratterizzarono le vite di questi compositori, la loro dedizione alla composizione non è mai sfumata. Il loro lascito occupa sempre più un posto di rilievo nella storia della musica occidentale, anche in qualità della valente testimonianza artistica del fenomeno musicale e del clima culturale del campo di concentramento di Theresienstadt.

Theresienstadt composers

Pavel Haas

Originario della città morava di Brno, Pavel Haas nacque nel 1899. Compì i suoi studi musicali nella sua città natale, frequentando i corsi di pianoforte e di composizione presso il Conservatorio locale. Tra il 1920 e il 1921 si distinse come uno dei più promettenti allievi del grande compositore Leoš Janáçek.
Rappresentativa dell’avanguardia ceca, la musica di Haas richiama sia elementi della musica folkloristica morava sia elementi jazzistici, sapientemente combinati con influenze stravinskiane quali un vivace senso ritmico, umoristico e talvolta grottesco.
Poiché di indole estremamente autocritica e anche a causa del suo coinvolgimento nell’attività commerciale del padre, Haas non pubblicò moltissime composizioni. Delle circa 50 opere che scrisse assegnò un numero d’opera soltanto a 18.

La vita di Haas, come quella di milioni di ebrei europei, fu brutalmente stravolta dalla presa di potere del regime Nazista. Nel marzo del 1939 la Cecoslovacchia fu invasa e conseguentemente iniziò la messa in atto delle leggi antisemite che privarono gli ebrei di ogni libertà. Come compositore, le opere di Haas non poterono più essere eseguite.
Inoltre, per proteggere sua moglie e sua figlia dalle politiche razziali, si vide costretto a divorziare, salvando così la famiglia dalla deportazione a Theresienstadt che lo riguardò in prima persona nel novembre del 1941.
Secondo le testimonianze, all’arrivo nel campo Haas visse una prima fase in cui il suo umore si rivelò particolarmente atterrito, profondamente segnato dalle circostanze. Secondo alcuni testimoni, fu il giovane collega e amico Gideon Klein ad impegnarsi a stimolarlo e ad insistere affinché tornasse a dedicarsi alla composizione. Haas fu scelto per apparire nel filmato di propaganda nazista girato a Theresienstadt tra agosto e settembre del 1944, nel quale l’orchestra esegue il suo Studio per orchestra d’archi.

Purtroppo, la partecipazione al film non riuscì a prevenire la deportazione ad Auschwitz né per lui né per gli orchestrali. Partito il 16 ottobre 1944 da Theresienstadt e arrivato ad Auschwitz dopo un estenuante viaggio, Pavel Haas non superò la selezione delle due file, venendo così destinato a perdere la vita nelle brutali camere a gas.

Originario della città morava di Brno, Pavel Haas nacque nel 1899. Compì i suoi studi musicali nella sua città natale, frequentando i corsi di pianoforte e di composizione presso il Conservatorio locale. Tra il 1920 e il 1921 si distinse come uno dei più promettenti allievi del grande compositore Leoš Janáçek.
Rappresentativa dell’avanguardia ceca, la musica di Haas richiama sia elementi della musica folkloristica morava sia elementi jazzistici, sapientemente combinati con influenze stravinskiane quali un vivace senso ritmico, umoristico e talvolta grottesco.
Poiché di indole estremamente autocritica e anche a causa del suo coinvolgimento nell’attività commerciale del padre, Haas non pubblicò moltissime composizioni. Delle circa 50 opere che scrisse assegnò un numero d’opera soltanto a 18.

La vita di Haas, come quella di milioni di ebrei europei, fu brutalmente stravolta dalla presa di potere del regime Nazista. Nel marzo del 1939 la Cecoslovacchia fu invasa e conseguentemente iniziò la messa in atto delle leggi antisemite che privarono gli ebrei di ogni libertà. Come compositore, le opere di Haas non poterono più essere eseguite.
Inoltre, per proteggere sua moglie e sua figlia dalle politiche razziali, si vide costretto a divorziare, salvando così la famiglia dalla deportazione a Theresienstadt che lo riguardò in prima persona nel novembre del 1941.
Secondo le testimonianze, all’arrivo nel campo Haas visse una prima fase in cui il suo umore si rivelò particolarmente atterrito, profondamente segnato dalle circostanze. Secondo alcuni testimoni, fu il giovane collega e amico Gideon Klein ad impegnarsi a stimolarlo e ad insistere affinché tornasse a dedicarsi alla composizione. Haas fu scelto per apparire nel filmato di propaganda nazista girato a Theresienstadt tra agosto e settembre del 1944, nel quale l’orchestra esegue il suo Studio per orchestra d’archi.

Purtroppo, la partecipazione al film non riuscì a prevenire la deportazione ad Auschwitz né per lui né per gli orchestrali. Partito il 16 ottobre 1944 da Theresienstadt e arrivato ad Auschwitz dopo un estenuante viaggio, Pavel Haas non superò la selezione delle due file, venendo così destinato a perdere la vita nelle brutali camere a gas.

Gideon Klein

Gideon Klein fu un pianista e compositore di grandissimo talento. Nato nella cittadina Cecoslovacchia di Prerov nel 1919, all’età di 20 anni si trasferì a Praga per studiare al conservatorio, dove approfondì lo studio del pianoforte e quello della composizione.

Gideon era anche studente di musicologia all’Università di Praga quando il suo percorso accademico fu brutalmente interrotto dalla presa di potere in Cecoslovacchia da parte dei Nazisti: non solo fu sancita la chiusura delle Università ceche, ma fu anche impedito agli ebrei di espatriare, così Gideon dovette rinunciare alla borsa di studio offertagli dalla Royal Academy of Music di Londra.

Tra le leggi antisemite in vigore nei territori occupati, vi fu anche il divieto di esibizione per i musicisti ebrei. Conseguentemente, prima della sua deportazione a Theresienstadt alla fine del 1941, Klein poteva non potè fare altro che esibirsi in segreto o prendere il rischio di apparire in pubblico utilizzando lo pseudonimo Karel Vranek. Nel campo di Theresienstadt Gideon fu una delle personalità più influenti e dinamiche, tanto da avere un ruolo di spicco nell’organizzazione dei numerosi concerti che si svolsero nel ghetto.

Oltre a comporre, tenne numerosi recital pianistici e concerti cameristici; collaborò assiduamente con il direttore d’orchestra Rafael Schächter, curando l’accompagnamento e gli arrangiamenti per i gruppi corali diretti da quest’ultimo. Essendo una personalità di rara cultura e generosità, Klein compì inoltre tutti gli sforzi necessari affinché i bambini di Theresienstadt avessero garantita un’istruzione. Nel campo non era permessa la scuola, ma i bambini riuscirono comunque a seguire delle lezioni organizzate in secreto da alcuni prigionieri adulti, tra cui appunto Klein.

Come molti amici e colleghi, Gideon fu deportato ad Auschwitz nell’ottobre del 1944. Data la giovane età fu poi destinato al campo di lavoro di Fürstengrube, dove purtroppo, a soli 26 anni, perse la vita in circostanze non del tutto chiare. 
Sua sorella Eliska Kleinova, anch’essa prigioniera di Theresienstadt e poi deportata ad Auschwitz, riuscì invece a sopravvivere, dedicando la sua vita alla divulgazione al pubblico della musica di Gideon e degli altri compositori di Terezín.
La musica di Klein rivela un sapiente studio della forma classica, così come elementi che rimandano alla seconda scuola di Vienna e alla musica del grande compositore ceco Leoš Janáçek.

Gideon Klein fu un pianista e compositore di grandissimo talento. Nato nella cittadina Cecoslovacchia di Prerov nel 1919, all’età di 20 anni si trasferì a Praga per studiare al conservatorio, dove approfondì lo studio del pianoforte e quello della composizione.

Gideon era anche studente di musicologia all’Università di Praga quando il suo percorso accademico fu brutalmente interrotto dalla presa di potere in Cecoslovacchia da parte dei Nazisti: non solo fu sancita la chiusura delle Università ceche, ma fu anche impedito agli ebrei di espatriare, così Gideon dovette rinunciare alla borsa di studio offertagli dalla Royal Academy of Music di Londra.

Tra le leggi antisemite in vigore nei territori occupati, vi fu anche il divieto di esibizione per i musicisti ebrei. Conseguentemente, prima della sua deportazione a Theresienstadt alla fine del 1941, Klein poteva non potè fare altro che esibirsi in segreto o prendere il rischio di apparire in pubblico utilizzando lo pseudonimo Karel Vranek. Nel campo di Theresienstadt Gideon fu una delle personalità più influenti e dinamiche, tanto da avere un ruolo di spicco nell’organizzazione dei numerosi concerti che si svolsero nel ghetto.

Oltre a comporre, tenne numerosi recital pianistici e concerti cameristici; collaborò assiduamente con il direttore d’orchestra Rafael Schächter, curando l’accompagnamento e gli arrangiamenti per i gruppi corali diretti da quest’ultimo. Essendo una personalità di rara cultura e generosità, Klein compì inoltre tutti gli sforzi necessari affinché i bambini di Theresienstadt avessero garantita un’istruzione. Nel campo non era permessa la scuola, ma i bambini riuscirono comunque a seguire delle lezioni organizzate in secreto da alcuni prigionieri adulti, tra cui appunto Klein.

Come molti amici e colleghi, Gideon fu deportato ad Auschwitz nell’ottobre del 1944. Data la giovane età fu poi destinato al campo di lavoro di Fürstengrube, dove purtroppo, a soli 26 anni, perse la vita in circostanze non del tutto chiare. 
Sua sorella Eliska Kleinova, anch’essa prigioniera di Theresienstadt e poi deportata ad Auschwitz, riuscì invece a sopravvivere, dedicando la sua vita alla divulgazione al pubblico della musica di Gideon e degli altri compositori di Terezín.
La musica di Klein rivela un sapiente studio della forma classica, così come elementi che rimandano alla seconda scuola di Vienna e alla musica del grande compositore ceco Leoš Janáçek.

Hans Winterberg 

Il compositore Hans Winterberg nacque a Praga nel 1901. Cominciò lo studio del pianoforte a a 9 anni, per poi iscriversi al Conservatorio sotto la guida di Alois Hába per gli studi di composizione e Alexander Zemlinsky per la direzione d’orchestra. Dedito alla composizione, prima della seconda guerra mondiale lavorò principalmente come Maestro collaboratore nella città morava di Brno.

La deportazione di Hans Winterberg a Theresienstadt avvenne decisamente più tardi rispetto a quella degli altri compositori. Il suo matrimonio con una donna cattolica, da cui dovette poi forzatamente divorziare, gli rese possibile restare a Praga fino al gennaio del 1945. Quando Winterberg arrivò a Theresienstadt, non vi era quindi più nessuno del gruppo dei compositori illustri, in quanto essi furono deportati ad Auschwitz nell’autunno dell’anno precedente. Tuttavia, alcuni grandi interpreti, come la pianista Alice Herz Sommer, erano ancora nel campo, continuando a condividere la musica con i prigionieri attraverso un’intensa attività concertistica.

Winterberg tornò alla libertà quando il campo di Theresienstadt fu liberato, nel maggio del 1945. Tornato a Praga, potè poi rientrare in possesso dei suoi manoscritti risalenti al periodo di Terezín, come quello della “Suite Theresienstadt”. Più tardi si stabilì in Baviera, dove trovò un impiego presso la radio regionale. Continuò a comporre, oltre a insegnare e dipingere.

Dopo la sua morte, a causa di una particolare vicenda ereditaria, le sue composizioni rimasero celate nell’archivio dell’Istituto Musicale della Germania Sudeta. Una volta divenutone l’erede, suo nipote Peter Kreitmer è riuscito a riportare alla luce le partiture di suo nonno, permettendone l’esecuzione e la futura pubblicazione da parte della casa editrice Boosey and Howkes.

Il particolare stile compositivo di Winterberg combina elementi di poliritmia e politonalità con momenti di profondo lirismo.

Il compositore Hans Winterberg nacque a Praga nel 1901. Cominciò lo studio del pianoforte a a 9 anni, per poi iscriversi al Conservatorio sotto la guida di Alois Hába per gli studi di composizione e Alexander Zemlinsky per la direzione d’orchestra. Dedito alla composizione, prima della seconda guerra mondiale lavorò principalmente come Maestro collaboratore nella città morava di Brno.

La deportazione di Hans Winterberg a Theresienstadt avvenne decisamente più tardi rispetto a quella degli altri compositori. Il suo matrimonio con una donna cattolica, da cui dovette poi forzatamente divorziare, gli rese possibile restare a Praga fino al gennaio del 1945. Quando Winterberg arrivò a Theresienstadt, non vi era quindi più nessuno del gruppo dei compositori illustri, in quanto essi furono deportati ad Auschwitz nell’autunno dell’anno precedente. Tuttavia, alcuni grandi interpreti, come la pianista Alice Herz Sommer, erano ancora nel campo, continuando a condividere la musica con i prigionieri attraverso un’intensa attività concertistica.

Winterberg tornò alla libertà quando il campo di Theresienstadt fu liberato, nel maggio del 1945. Tornato a Praga, potè poi rientrare in possesso dei suoi manoscritti risalenti al periodo di Terezín, come quello della “Suite Theresienstadt”. Più tardi si stabilì in Baviera, dove trovò un impiego presso la radio regionale. Continuò a comporre, oltre a insegnare e dipingere.

Dopo la sua morte, a causa di una particolare vicenda ereditaria, le sue composizioni rimasero celate nell’archivio dell’Istituto Musicale della Germania Sudeta. Una volta divenutone l’erede, suo nipote Peter Kreitmer è riuscito a riportare alla luce le partiture di suo nonno, permettendone l’esecuzione e la futura pubblicazione da parte della casa editrice Boosey and Howkes.

Il particolare stile compositivo di Winterberg combina elementi di poliritmia e politonalità con momenti di profondo lirismo.